Eredità, quando può diventare un problema serio: se conosci il rischio puoi evitarlo

Essere erede può generare qualche difficoltà, specie se si deve gestire la situazione con altri, non sempre si può essere d’accordo su tutto.

Ricevere qualcosa in eredità può essere ritenuto un atto d’amore da parte di chi non c’è più, anche se ci sono spesso diverse pratiche burocratiche da dover gestire. Armarsi di pazienza in questi casi è indispensabile, soprattutto perché la procedura prevista non è sempre così semplice e deve essere gestita in un momento in cui si deve avere a che fare anche con il dolore previsto per la perdita.

cosa fare se l'altro erede non è d'accordo
Trovare un accordo con gli altri eredi non è semplice – Foto | nomadfilm.it

Paradossalmente potrebbe essere meglio essere l’unico erede, visto che in questi casi ogni decisione in merito al bene deve essere presa in autonomia. Ben diversa è invece la situazione se si deve essere d’accordo e si è almeno in due, non tutte le parti in causa possono avere la stessa opinione.

Sei erede e non sei d’accordo con chi ha il tuo stesso ruolo? Ecco come fare

Nella maggior parte quando muore un genitore è più che naturale dare in eredità i beni, quale può essere la casa ai figli, ovviamente in parti uguali, così da evitare litigi e pensare che possa esserci una preferenza. Non sempre quando ci sono più teste è facile andare d’accordo, per questo si può essere di parere opposto su cosa fare delle proprietà.

Spesso, ad esempio, c’è chi può pensare sia opportuno vendere la casa per ottenere un ricavato, ma anche chi invece può essere legato all’immobile per motivi affettivi e si oppone. La questione può essere di cruciale importanza anche tra due coniugi separati che hanno un bene in comune. Cosa fare quindi in questi casi?

In casi simili si potrebbe optare per una cessione della propria quota personale, anche se non si potrà agire in maniera del tutto libera, visto che gli altri eredi comproprietari possono vantare un diritto di prelazione. In caso di offerta paritaria, avranno quindi la precedenza rispetto ad altre persone interessate. I coeredi sono chiamati a dare risposta entro due mesi. Mettere in atto questa soluzione può essere però poco praticabile perché difficilmente si desidera condividere un immobile.

La palla passa al giudice

Quando non si è l’unico erede e si desidera vendere una proprietà acquisita è necessario ci sia sempre unanimità. Se questa non dovesse esserci, ogni operazione risulta essere bloccata. A quel punto la pratica non può che essere risolta in Tribunale, attraverso quella che viene chiamata divisione giudiziale. Le strade da seguire possono essere due: soluzione bonaria che metta d’accordo tutte le parti o vendita all’asta. Il Tribunale che dovrà decidere è qulo che ha sede nel luogo in cui si trova l’immobile.

Se un erede è interessato ad acquisire interamente la proprietà, il giudice può decidere di assegnargli il bene, ma dovrà essere corrisposta agli altri eredi una cifra pari alla quota spettante.

La priorità per l’acquisto spetta al coerede che già vive nell’immobile ereditato, in alternativa si passa al coerede che ha la quota maggiore. Se le parti che spettano a ognuno sono pari, si procede invece con un sorteggio.

Qualora si optasse per l’asta, il ricavato sarà distribuito tra ogni erede, sulla base delle quote che spettano a ognuno.

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